Ok dell’Agcom a frequenze di Raiuno per Europa 7. Si attende adesso il risarcimento dei danni

Le frequenze televisive ma

Per Europa 7 arriveranno le frequenze televisive ma non da dove ci si attendeva, bensì da una riorganizzazione dello spettro VHF finora occupato dalle trasmissioni di Raiuno.

La prima rete della Tv pubblica però non ci perderà niente, perché conserverà i 7 canali attualmente utilizzati, ma la nuova “ricanalizzazione” permetterà la disponibilità di un ottavo canale che sarà assegnato a Europa 7, probabilmente entro il 30 giugno 2009.

E' questa la soluzione delineata dal Ministero dello Sviluppo Economico nella nuova documentazione inviata al Consiglio di Stato che il 16 dicembre prossimo si pronuncerà in via definitiva sulla vicenda del broadcaster.

Il piano, del dicastero messo a punto dal sottosegretario Paolo Romani, ha già ricevuto il via libera dell’Agcom che il 13 ottobre ha formalizzato il proprio parere tecnico favorevole dopo l'esame da parte del suo consiglio.

Il 31 maggio i giudici di Palazzo Spada hanno chiesto infatti a governo e Autorità di “rideterminarsi motivatamente” sulla richiesta di frequenze da parte di Europa 7, fornendo spiegazioni sul perché il caso sia rimasto sostanzialmente irrisolto.

La porzione di spettro di Retequattro

Il ministero ha sottolineato che è impossibile assegnare a Europa 7, che da sempre rivendica la porzione di spettro di Retequattro, “…frequenze analogiche già pianificate”.

Ma ha precisato che, con l'obbligo della canalizzazione europea introdotto dalla Conferenza internazionale di Ginevra di giugno 2006, con la ricanalizzazione della banda III in VHF “..è possibile disporre di nuove risorse frequenziali compatibili con una rete a copertura nazionale”.

La nuova canalizzazione è comunque “obbligatoria”, anche se prevista in via definitiva a fine 2012, con il passaggio al digitale terrestre.

Ora il ministero ha avviato un confronto con la Rai per anticipare questa data alla metà del 2009, in modo da rendere subito disponibile il nuovo canale, inserito nei piani di switch-off, che sarà assegnato a Europa 7.

Europa 7 si potrà avvalere anche del diritto alla coubicazione dei suoi impianti di trasmissione nei siti di Rai e Mediaset. In sostanza, in base a una delibera dell'Agcom, i due operatori dominanti del settore Tv, dovranno “ospitare” gli impianti di trasmissione di Europa 7 nei loro siti “sulla base di condizioni economiche eque, trasparenti e non discriminatorie”.

Il commento di Ottavio Grandinetti

Si passi dalle parole ai fatti: è stato il commento di Ottavio Grandinetti, uno dei legali di Europa 7, alla possibilità che all'emittente vengano assegnate alcune frequenze attualmente occupate dalla Rai.

“…La novità importante – ha sottolineato Grandinetti - è che le frequenze ci sono: sia il ministero sia l'Agcom concordano nell'individuare gruppi di frequenze che si possono assegnare. A questo punto li aspettiamo alla prova dei fatti: è aperto presso il ministero un procedimento amministrativo che si può concludere con l'attribuzione delle frequenze. Poi valuteremo dal punto di vista tecnico che caratteristiche hanno queste frequenze, dal punto di vista della copertura e in termini temporali di messa a disposizione".

Resta in piedi, in ogni caso, la richiesta di risarcimento danni avanzata da Europa 7: fino a 3,5 miliardi senza assegnazione di frequenze, 2,160 miliardi con le frequenze.

"Se ci verranno assegnate – ha concluso - andremo a discutere su un importo inferiore. Ma non esiste per noi un'ipotesi frequenze senza risarcimento dei danni pregressi. La quantificazione, ovviamente - è rimessa alle valutazioni del Consiglio di Stato”.

Europa 7 di proprietà di Francesco Di Stefano , che nel '99 si è aggiudicata una delle concessioni televisive assegnate con gara dallo Stato, non ha mai iniziato a trasmettere per carenza di frequenze a disposizione.

La legge Maccanico ha fissato

La gara è avvenuta dopo che la legge Maccanico ha fissato il tetto del 20% per il possesso delle reti nazionali, coinvolgendo così sia Mediaset che la Rai, proprietarie ciascuna di una rete di troppo. Nel novembre del 2002 la Corte Costituzionale ha stabilito che Retequattro doveva dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.

Ma il Tar ha respinto il ricorso del presidente dell’emittente, che ha chiesto l'accertamento del suo diritto a ottenere l'assegnazione delle frequenze e un risarcimento danni.

L’emittente si è quindi rivolta al Consiglio di Stato, che ha chiesto parere alla Corte europea sull'interpretazione delle disposizioni di diritto comunitario relative ai criteri di assegnazione di radiofrequenze.

Il giudice del rinvio, ha spiegato la Corte europea, sottolinea che il piano nazionale di assegnazione delle frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni, nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni.

La Corte di Giustizia Ue ha chiarito che “…Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l'effetto di non liberare le frequenze destinate a essere assegnate ai titolari di concessioni analogiche e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale”.

16 ottobre 2008 - (Policy )

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