ePub: il mercato della pubblicità video supererà i 5 mld di dollari nel 2016 in America, Europa e Asia

Nel 2012 si conferma il successo dell’ePub video. Secondo Forrester Research, gli investimenti pubblicitari mondiali nei video supereranno i 2 miliardi di dollari del 2011 per arrivare a 5,4 miliardi nel 2016 per quanto riguarda l’America del Nord, l’Europa e l’Asia. In altre parole ci sarà un boom del 250%. La crescita dei contenuti video professionali (come quelli offerti adesso da YouTube grazie al nuovo piano di Google), e quindi monetizzabili, associata alla moltiplicazione dei terminali che consentono la visione dei video dovrebbe favorire in particolare il forte sviluppo di questo tipo di inserzioni (Leggi Articolo Key4biz). Per l’autore del Report, Stacy Stokes, i mercati dovranno abbandonare la loro strategia...

Tv pubblica senza pubblicità: la Spagna ci ripensa per evitare ulteriori tagli al bilancio di RTVE

Le gouvernement espagnol prévoit de réduire le budget de RTVE de 200 millions d'euros. Pour faire face à ces coupes, le conseil d'administration de la télévision publique espagnole penche pour un retour de la publicité à l'antenne. Une mesure qui pourrait rapporter plus de 100 millions d'euros. La soppressione della pubblicità sulla Tv pubblica spagnola potrebbe non resistere alla crisi. La Finanziaria 2012 prevede un taglio al bilancio di RTVE di 200 milioni di euro (il 16,7% del budget totale). La misura rimetterebbe fortemente in questione l’equilibrio finanziario del broadcaster pubblico, secondo il presidente del Cda Santos Ruesga. Dall’annuncio del progetto, incalzano le voci per proporre soluzioni alternative....

Antitrust: Rai multata per pubblicità ingannevole

L’Antitrust ha condannato la Rai al pagamento di 5 mila euro a seguito di una segnalazione di Federconsumatori. L’associazione - si legge nell’ultimo bollettino dell’Autorità - lamentava che il 21 gennaio 2011, durante il Tg1, è apparsa una schermata riepilogativa del canone Rai, con l’indicazione del ‘numero verde 199.123.000′, che in realtà non era gratuito ma a pagamento. L’Autorità ha ravvisato in questo caso una pratica commerciale scorretta, condannando la Rai al pagamento della multa. E’ stata invece ritenuto corretto il comportamento della tv pubblica in un altro caso. La Federazione nazionale consumatori e utenti del Trentino denunciava che, a fronte del pagamento del canone e di campagne promozionali su Internet che assicuravano la copertura totale...

Pubblicità, Giovanni Stella (TI Media): ‘L’uscita di Berlusconi cambierà il mercato. Nessuno dovrà più godere di vantaggi economici già in partenza’

Con l’uscita di scena di Silvio Berlusconi, “è lecito pensare che cambieranno soprattutto le condizioni del mercato pubblicitario, in particolare in termini di ripartizione delle quote della raccolta”. Lo ha spiegato in una intervista rilasciata a Milano Finanza, Giovanni Stella, amministratore delegato di TI Media, aggiungendo “Non è possibile mantenere un sistema come l’attuale, in cui Mediaset con poco più del 30% di share detiene quasi il 63% della torta pubblicitaria televisiva”. “Mi auguro – ha detto ancora Stella - che verranno presi accorgimenti nei meccanismi di rilevazione degli ascolti in modo da poter meglio regolare il flusso degli investimenti, al fine di rendere...

Pubblicità online: Microsoft, Yahoo! e AOL uniscono le forze contro Google

Microsoft, Yahoo! e AOL hanno stretto un’alleanza strategica nella pubblicità online per contrastare il potere di Google su questo mercato. L’obiettivo della partnership è quello di incrementare l’importo totale degli investimenti che gli inserzionisti effettuano su ciascun sito, semplificando il processo di acquisto degli ads. In questo modo, anche se ciascuno continuerà a vendere gli spazi pubblicitari direttamente agli inserzionisti, ci sarà un sistema tecnologico unico attraverso cui acquistare gli ads per poi posizionarli in maniera mirata sui diversi siti, indirizzandoli, potenzialmente, all’intera web community. Le tre società attualmente vendono gli annunci direttamente agli inserzionisti oppure attraverso i sistemi proprietari o di terze...

eAds: i grossi brand non sono ancora pronti a investire su Facebook

Tutti vorrebbero essere 'Liked', ma quanto sono disposti a pagare gli inserzionisti per avere questa opportunità? La valorizzazione di Facebook, che si avvicina attualmente ai 70 miliardi di dollari, si poggia essenzialmente sulla convinzione che le aziende spenderanno tanti soldi per far pubblicità sul social network più polare del mondo. Le entrate di Facebook, in gran parte generate dall’eAd, hanno raggiunto la soglia degli 1,6 miliardi di dollari nel primo semestre 2011, vale a dire il doppio rispetto al primo semestre dello scorso anno. Ma adesso, secondo le stime di ComScore, la maggior parte delle inserzioni su Facebook provengono da piccole società, solitamente aziende locali o siti internet poco rilevanti. Mark Zuckerberg non è insomma ancora...

IAB Forum 2011. La pubblicità online cresce del 15% e nel 2012 sarà seconda solo alla Tv. Gianfranco Fini: ‘Importante sbloccare i fondi a favore della banda larga’

Si chiude oggi a Milano la nona edizione dello IAB Forum, l’evento di riferimento sulla comunicazione digitale interattiva, che quest’anno lancia il concept “The new normal”: due aggettivi antitetici che esprimono la raggiunta maturità di internet e, al contempo, la sua continua innovazione. Internet pervade ogni ambito della vita quotidiana: durante il tempo libero, nelle comunicazioni interpersonali e per il business aziendale utilizzare il web e i suoi strumenti è ormai la routine: le stime di IAB Italia prevedono, infatti, che nel 2012 l’advertising digitale diventerà il secondo mezzo più importante del settore, dopo la TV. Gli utenti che accedono...

Pubblicità: il product placement comincia a decollare nella Ue

Le entrate generate dal product placement stanno registrando una crescita costante nel Regno Unito, in Francia e Germania, secondo i dati dell’ultimo Report di Screen Digest. A frenare lo sviluppo nei mercati Ue erano state precedentemente delle leggi molto rigide. Nel Regno Unito, in particolare, solo recentemente c’è stato un alleggerimento delle disposizioni normative. Dal maggio 2011, il product placement è stato autorizzato quasi in ogni Paese Ue, a seguito dell’applicazione della Direttiva sui servizi media audiovisivi. Per Screen Digest, questo porterà molti vantaggi ma tanti soprattutto intangibili e spiega che, molto più importanti della crescita delle revenue direttamente generate dal product placement, sono i nuovi business model che potranno...

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